Benvenuti a Ten Points Lead, l’unica rubrica terribilmente boomer.
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Due settimane fa ho cancellato tutti i social. E’ stata meno dura del previsto, soprattutto superato il primo giorno dove il mio inconscio scorreva le pagine del telefono in automatico cercando un quadratino rosa e uno blu. E dico solo uno blu, per fortuna non ho mai avuto Tik Tok, credo mai nemmeno scaricato, mentre su Twitter essendo di un pazzo preferisco non andare.
- Ma non è stata solo la triste attualità a guidarmi in questa scelta. Non esclusivamente le guerre e le ipocrisie che la circondano. Ma anche, in egual misura, gli ultimi contenuti del nostro football.
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Scrivendo da un Iphone non dovrei dirlo, ma penso che Steve Jobs ci abbia rovinato la vita. Non tanto perché ci ha dato qualcosa di diverso da un gatto da strofinare, ma principalmente per la sua frase più celebre: “Stay Hungry, Stay Foolish”. Questo motto, raccontato a neolaureati forse in grado di comprendere il contesto storico e futuro che ha sicuramente guidato le scelte lessicali di Stefano Lavoro, è stato preso da un bel po’ di persone come un lasciapassare per pubblicare qualsiasi stronzata.
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Quello che un tempo era un programma condotto da Corrado e chiamato in suo nome, appunto “La Corrida”, è diventato ultimamente il principale mestiere (?) di molti team del nostro football. E, purtroppo, ci allontana ancora un pochino da quel farci prendere sul serio che dovrebbe essere la stella polare di chiunque ci bazzichi intorno.
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E badate, non lo dico per la qualità o per il loro contenuto. Non mi permetterei mai di giudicare l’arte in ogni sua forma (non credetemi, mi fanno schifo tutti e mi fanno venire una voglia di nuocere impressionante). La cosa peggiore è quando chiedi spiegazioni e ti dicono che lo fanno per fare engagement, che hanno tante visualizzazioni. E che hanno un ritorno. E per me il problema è proprio quello. Pensare che le visualizzazioni da sole portino reali vantaggi o benefici che durino più del momento di autoerotismo nel quale si contano i like e si guardano i nomi per trovare quello o l’altro big del vostro cuore.

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E allora io vorrei sapere i numeri veri, vorrei che la federazione andasse a chiedere conto di un qualcosa che non è una scemata senza vittime. Perché nel nuovo programma sulla RAI ci sono andati i Napoli Express, del quale io ho tutto il rispetto umano possibile, ma che come al solito hanno messo in luce il nostro sport come se fosse una manifestazione di cosplayer.

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Prima di venire linciato. Massimo rispetto per i cosplayer. Quello che dico è che vestirsi da qualcosa non è essere qualcosa. Un giocatore di football non è chi indossa un casco e una spalliera per farsi una foto o un orrendo video. Può essere ANCHE chi indossa un casco e una spalliera per farsi una foto o un orrendo video. Ma non SOLO. E la categoria di chi gioca e allena con impegno agonistico e sportivo, incredibilmente, è la meno protetta dalle logiche comunicative in auge in questo periodo. E non credo sia un caso che le squadre crollino e diminuiscano.

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E sarebbe veramente ora che la federazione curasse il suo prodotto in maniera decente, basandosi su dati e strategie che trascendano la mera comunicazione di guerrilla marketing. Perché come non ha portato nulla andare a Ballando con le Stelle (pur mandandoci i campioni d’Europa, almeno la rappresentanza era corretta), non porterà a nulla che il proprio brand sia in mano alle squadre in maniera incontrollata.

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Il problema, però, è proprio alla base. Come sempre del resto. A livello di comunicazione, soprattutto per il tackle, si sono lasciate lì occasioni ghiotte di contare qualcosa anche sfruttando la coda lunga della ELF. E invece nulla, zero, silenzio stampa. ELF che ha fatto tante cose male, tranne comunicare. Ha dato l’impressione a tantissima gente in Europa che ci stessimo avvicinando veramente a qualcosa di professionale/professionistico. Poi si è scontrato con la realtà. Ma tra tutti i fallimenti, è stato il migliore che mi sia capitato di vedere. Magari la prossima volta andrà meglio (spoiler: No).
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E l’ultimo punto lo rivolgo a voi Creator. Io spero con tutto il cuore che le vostre iniziative vi rendano i più ricchi del bigoncio. Ma sappiate che ogni volta che pubblicate un balletto in un campo di fango o un finto doppiaggio di un tiktok, una parte di me muore.
10bis) A meno che l’obiettivo non sia esattamente quello. E allora ottimo lavoro.
10tris) I Lions che dopo la retrocessione decidono di affondare definitivamente con la Gullo-Cam. Perché al dolore non c’è mai fine e siamo nati per soffrire.
A spero mai più.