LA PASKEDINA 2023 #11: Quer pasticciaccio brutto de via Emilia

by Simone Paschetto
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Nella sua opera nota come “18 Brumaio”, commentando Hegel, Carlo Marx diceva che se è vero che la Storia si ripete, allora deve essere aggiunto che la prima volta lo fa in tragedia, la seconda in farsa.

Nessuna lamentela, sia chiaro. Per mesi, anni, le Paskedine commentavano l’appiattimento, l’assenza di temi caldi su cui dibattere, di pubblico attento e coinvolto, di vitalità, ed ecco che in una manciata di giorni si materializza e concentra un Circo niente male, da far invidia agli Orfei e ai Togni.

C’è la “Nostalgia canaglia” o forse più “Canaglia nostalgica” di chi non trova niente di meglio che farsi fotografare alzando braccia destre a caso e l’imbarazzante, evidentemente solo per me, silenzio generale delle istituzioni del football a riguardo.
Ma si, son ragazzi, a parte il Team Manager. Ma poi è tutto abbastanza coerente e in linea con lo spirito dei tempi, no?
Si poteva fare di meglio.
Del resto siamo pur sempre quelli che esportano il Football Americano negli Stati Uniti, vuoi che non riusciamo a dare spettacolo fuori dal campo?
Cheerleader, Marching Band, Tailgate, fuochi d’artificio?
Roba da Yankee.
Quando loro dormivano nelle capanne noi già si uccideva un Giulio Cesare a coltellate, vuoi mettere?

Fatece largo che arriviamo noi, quelli der football italiano.

Si, ma che c’entra Carlo Marx?
Bisogna contestualizzare.
Sedetevi, perchè non sarà breve.

E’ il 1986 e mentre a Prip’yat si consuma la Catastrofe di Chernobyl, il mensile Superbowl (perchè all’epoca avevamo anche i giornali e le riviste di football, il citato Superbowl, a volte Probowl, Super Football, Tutto Football, Touchdown, Big l’inserto del Guerin Sportivo…) pubblica un articolo dal titolo inquietante: “1986: crescita ZERO”.
E qui ci starebbe bene il meme con Leo Messi che fa la faccia “machecazz?”.
Sono passati appena dieci anni dalla nascita del primo team italiano, solo nove dalla prima partita tra squadre italiane, appena cinque dal primo campionato, i team iscritti dai 5 del 1981 sono diventati 86 (record ancora imbattuto), +14 dalla stagione precedente, divisi in Serie A, B e C, tutte a 11, il VI Super Bowl starà per segnare il record di pubblico per una partita in Italia (record a lungo imbattuto in Europa) con 17.500 spettatori (fonte Max Terracina che era in biglietteria).
Gli sponsor erano Armani, Malipiero, Bomber, Chesterfield, Maxicono, Yamaha, 3M, Champion, Philips.
Il football era conteso da Italia 1, Canale 5 e la RAI.
In una decina di anni si era passati da usare, letteralmente, caschi da moto e pentole come attrezzatura alle soglie del professionismo.
Dalle Pantere Rosa di Piacenza al sogno NFL dei primi pionieri.
Poi venne la “Crescita Zero”. I Team cominciano a diminuire, 82 nel 1987, 71 nel 1988 e 63 nel 1989.

Ci sono date che ritornano spesso.
Il 1989, che anno maledetto.
Spesso nella lettura della Storia si individuano momenti decisivi, che segnano passaggi epocali, per il football italiano quella data è Sabato 10 Giugno 1989.
Ovviamente non è successo tutto quel giorno, ma quel giorno è finita l’epoca d’oro del football italiano, i mitici “anni ottanta”.

Che cosa accadde lo possiamo vedere direttamente, grazie al compianto Massimo Mantovan che aveva questo bellissimo canale su YouTube, mentre la voce di Marco Lucchini ci descrive la nuda cronaca.

Non è mia intenzione aprire il dibattito su di chi furono le colpe o altro, ci limiteremo a ricordare ciò che fu e cosa avvenne dopo.
Ricorsi, sentenze federali discutibili, ritiri, polemiche, brutte figure in quantità.
Il football si sgonfiò. Le riviste chiusero, i grandi sponsor se ne andarono, il pubblico si ridusse a qualche centinaio, massimo un paio di migliaia di persone per le finali e nel 1998 erano rimaste 9 squadre che giocavano a 11.

E qui interviene l’amico Carlo Marx.

Come in una favola, il football ormai avviato verso l’estinzione, riprende miracolosamente vita. Ci vuole un po’ di tempo questa volta, ma poco a poco rinascono team, ricompaiono alcune vecchie facce, i team aumentano, il livello cresce, come il numero dei partecipanti e arriviamo a metà anni dieci che il numero dei team iscritti ai campionati torna a sfiorare l’ottantina per poi iniziare lentamente a scendere, poi arriva la Pandemia, ma diventiamo campioni d’Europa, poi arriva ELF, ma ci piace, e poi ci sono Tavecchio, Baldonado, Pircher…insomma che cosa potrebbe andare storto?
La fantasia al potere.
Il nostro 1989: Mercoledì 24/05/2023.
Ma non è stata tragedia, no, è stata una farsa, una commedia, abbiamo scherzato, e infatti è finita a tarallucci e vino, per ora.
Data la mole di versioni e posizioni rispetto ai fatti di Valsamoggia, ci vorrà del tempo per far scendere la nebbia della cronaca in modo da poter vedere la realtà storica, ma una cosa mi sembra chiarissima dopo tutto quanto visto, letto e accaduto: Non ce la possiamo fare.

Non ce la possiamo fare se ci rendiamo conto delle cose solo se succedono a noi.
Non ce la possiamo fare se pensiamo che il buonsenso, che per definizione (non mia, ma della Treccani tanto cara al cognato biondino di Giorgia) è personale, possa essere un metro di giudizio collettivo.
Non ce la possiamo fare se invece di trovare soluzioni, imponiamo condizioni.
Non ce la possiamo fare ogni volta che pensiamo a leggere la realtà con la lente del complotto.

In generale non ce la possiamo fare se ci accorgiamo degli altri, solo quando abbiamo finito di pensare a noi stessi.

Una volta di più, mi sembra di poter dire che il football italiano abbia bisogno estremo e urgente di una cosa: tanta aria fresca.
Premetto per evitare incomprensioni sulla prossima frase: io non sono disponibile.
Bisogna lasciare spazio ai giovani, dai quarantacinque in giù. Negli uffici e nelle sideline.

Finita la predica, festeggiamo.
Non uno, due o tre, ma ben 5 pronostici indovinati su 5.
Terzo set di partite che si conclude con un 100% di pronostici accertati.
Includo, ovviamente, la pagliacciata di Valsamoggia, pronosticata via Podcast.
Penso a chi, mentre avrebbe potuto, dovuto e voluto pensare ad altro, ha allestito uno stadio, va be’ un campo sportivo, penso al pubblico venuto per distrarsi e contribuire solidalmente e penso: “ma che figura di merda epocale”.
Da tifoso Frogs, siete riusciti a farmi diventare simpatici i “Cosi”. Sei sconfitte prima di assaporare una vittoria e nemmeno il piacere di potersela godere.
Ma vedi allora che quando parlavo di dare vincenti, o perdenti, entrambe non ci ero andato tanto lontano.
Sono tra il futurista e il futurologo.
Per dimostrare buona volontà, capacità di sintesi, in senso Hegeliano, e proattività, lancio ufficialmente la “Campagna per il ripristino del pareggio”.
Che altrimenti vien veramente voglia di mollare tutto e seguire il calcio, cosa che effettivamente sto già facendo e farò sempre di più, specie se va come sta andando.

Grazie a una serie di “visioni” e “intuizioni” da Genio del football e conoscitore del mondo, il totalone vola a 20 su 33, che continua a fare schifo rispetto al passato, ma leggermente meno.
Chi invece non conosce tregua è l’omonimo, che scazza qualcosa, ma fa 3 su 4 e va a 20 su 25.

Ma ancora più importante è l’ultima giornata di football, quello giocato, grazie a Dio.
Nonostante tutto quanto sopra premesso, la lotta PO pare apertissima.
Gli scenari: Se Parma fa il suo dovere, Skorpions-Rhinos-Ducks se vince Varese, Rhinos-Ducks-Frogs se vincono i Rhinos. In caso di vittoria Laziale o Rhinos-Ducks-Frogs o Rhinos, Ducks e Skorpions a seconda del risultato di Varese. E questo al netto di un eventuale intervento della Giustizia Sportiva.
Insomma ce n’è per tutti i gusti.
Ciliegina sulla torta lo spareggio per l’ultimo posto, che varrebbe la salvezza, ma siamo nel football italiano e il merito sportivo è una categoria dell’anima.

Questa settimana in tema di accompagnamento musicale, la Paskedina sintetizza il tutto con questa perla.
Credo che nemmeno l’I.A. potrebbe elaborare un accostamento del genere, eppure, a dispetto dell’apparenza è adeguatissimo.

Chi non schiaccia play
perde a tavolino,
zero a sei.

PRONOSTICI:

STAINLESS STEEL WARRIORS-MASTINI


Prima big news, vi siete meritati di essere chiamati per nome, anche perchè ormai vi chiamano tutti Warriors e basta, buffa la gente eh?
Si insomma, non siamo partiti bene, ma io mi accontentavo di non vedervi ai PO, forse siamo andati un po’ oltre, stiamo rasentando le Dieci Piaghe d’Egitto, può bastare così.
Pace. Anche perchè insomma, mi pare di aver capito che la “lezione” sia stata abbastanza chiara.
Immagino che la serata alternativa infrasettimanale abbia aggiunto una buona dose di quella che tecnicamente si chiama “carogna agonistica” nelle vene di ciò che rimane del roster emiliano.
Fosse anche, appunto, solo per l’onore non tanto di salvarsi (Da chi? Da cosa?) ma di non chiudere con una vittoria sola e per giunta per autogol avversario, io mi sento di puntare forte sui, sui….sui…sugli Stainless Steel Warriors Emilia.
Però occhio, a questo punto il discorso “carogna” è abbastanza valido anche per i Mastini, che qualche arma per fare resistenza ce l’hanno. Contano però le ultime sconfitte veramente pesanti che lasciano poco spazio alla fantasia.

SKORPIONS-RHINOS


Partita della settimana a Varese. Dato il recente doppio passo falso dei Frogs che rimette un po’ in discussione le loro azioni, questa partita ha tanto il sapore di lotta per la supremazia locale.
Si aggiungano la determinanza dell’incontro in considerazione dei play-off e l’handicap iniziale dei Rhinos in termini di cabina di regia ed ecco che il livello di tensione sale notevolmente.
Di fatto i Rhinos pur perdendo non vedrebbero complicarsi troppo le cose, mentre per Varese il rischio di essere esclusi dalla corsa al titolo è concreto.
Devo dire che il roster varesino si è dimostrato molto valido e mi ispira molta fiducia, soprattutto per essere guidato da un buon coaching staff. Degli Skorpions mi piace molto la linearità, a 360° gradi e su tutto l’asse temporale passato-presente-futuro.
Al contrario i Rhinos mi sembrano molto dinamici, forse troppo, quasi confusionari, anche quest’anno, cambi di import, di qb e poi tutto quell’arancio così chiassoso.
Però, mi sembrerebbe ingeneroso darli perdenti, non voglio essere scortese con nessuno, figurarsi con i Rhinos.
Cercando l’oggettività, i Rhinos senza Baughmann hanno vinto con Roma e con i Warriors entrambe all’ultimo secondo. Varese ha gestito meglio entrambe le avversarie.
Insomma gli Skorpions mi sembrano potersela giocare con vantaggio minimo 3-7 punti.

PANTHERS-DUCKS

Come sempre, i Ducks che sembravano morti sono risorti. Come nelle partite, anche nell’arco della stagione, i romani prima si complicano la vita e poi provano a risolversela con colpi di classe e genio.
Eh ma non può funzionare sempre. In ogni caso per ora, la lotta playoff considera ancora i romani come aspirante potenziale, una vittoria toglierebbe ogni dubbio.
Parma tutto sommato non può permettersi una sconfitta per evitare di scivolare al secondo posto e dover affrontare i Dolphins in semifinale.
I precedenti tra le due squadre parlano di 4 vittorie di Parma e una sola dei laziali e francamente, visti i Panthers dell’ultimo mese e mezzo, non ce n’è per i Ducks, i quali, anche dovessero vincere, potrebbero dover pagare un grosso prezzo fisico, ma, in quel caso ci sarà il bye week di mezzo, in modo da potersi preparare al meglio per il viaggio e per la partita, scoutando gli avversari.

 

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