College Football: lo spettacolo del sabato americano

by Matteo Spelat
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Come tutti sappiamo, negli States ogni aspetto della quotidianità è amplificato al quadrato e, specialmente in ambito sportivo, tutto è “Big and even bigger”; sponsorizzazioni milionarie, coperture televisive h24 e presentazioni mastodontiche, caccia militari che sfrecciano tra le nuvole sopra gli stadi poco prima del kick-off, nessuno degli sport che appassionano un intero continente ne è esente: dai ballpark più famosi come il Fenway Park, passando per il leggendario Madison Square Garden, fino all’iconico Lambeau Field, la parola d’ordine è sempre solo una, “Showtime”.

C’è però un ecosistema a parte, dove tutto questo è ancora più accentuato, ancora più ingigantito, ancora più caciarone, un mondo dove la passione incontra la tradizione, dove la fede per una squadra e i suoi colori vale più di qualsiasi altra cosa, dove non esistono compromessi e il tifo è un affare di famiglia. Signore e signori, benvenuti nel magico mondo dello sport universitario, l’NCAA. Lasciatevi prendere per mano e farvi guidare tra “sanguinose” rivalità, coloratissimi spalti, partite leggendarie e giocatori idoli di interi corpi studenteschi, il nostro viaggio nel college football comincia oggi.

La marea gialloblù dei tifosi di Michigan sugli spalti dello stadio casalingo


Chissa’ se il buon Walter Camp, inventore del concetto della linea di scrimmage e pioniere del sistema di gioco basato sui down, avrebbe mai immaginato che il football universitario sarebbe arrivato a livelli di popolarità quasi superiori a quelli toccati dal professionismo.

Ebbene sì, perchè a volte capita che una partita come quella tra Texas Longhors e Alabama Crimson Tide, giocata 3 settimane fa, raggiunga indici di share equivalenti, se non superiori a quelli di un big match di NFL.

Infatti con i suoi 10,6 milioni di spettatori su FOX Sports, ha battuto tutti i record diventando la partita di college football più vista nella storia dei network sportivi americani: non male per dei ragazzi che si dividono tra allenamenti, sessioni di esami e lezioni in aula magna.

Il calendario di ogni università che si rispetti, ha un bel cerchio rosso tracciato con il pennarello indelebile su ogni sabato, dall’ultima settimana di agosto fino ai freddi weekend invernali. Il livello di eccitazione aumenta ulteriormente, quando gli studenti di un ateneo scoprono che il proprio campus sarà la tappa designata della troupe di ESPN, che trasmetterà lo show pre-partita circondata da zelanti cheerleader, chiassose bande musicali e studenti con goliardici e improbabili cartelli mostrati in diretta nazionale.

L’ESPN College Gameday, uno degli show sportivi più seguiti e amati d’America

Uno spettacolo nello spettacolo, grazie anche alle coreografie sugli spalti, vere e proprie protagoniste delle partite insieme alle esibizioni delle mascotte durante l’ingresso della squadra di casa: avete mai visto un vero indiano pellerossa a cavallo armato di lancia trottare per il manto erboso di un campo da football? Se la risposta è no, chiudete gli occhi pensando che durante le partite dei Florida State Seminoles  potrete assistere a questo tuffo nel passato dal sapore western, così come la corsa sfrenata di una carrozza cowboy trainata da due pony bianchi (Sooner e Boomer) al galoppo che accompagnano i pre partita degli Oklahoma Sooners.

“Il carro in salsa western trainato dai pony Boomer e Sooner durante i pre partita degli Oklahoma Sooners


Le tradizioni non si limitano a fare capolino solamente sugli spalti e sul terreno di gioco, ma anche nelle case delle famiglie americane. Tuo padre si è laureato alla Florida University, casa dei Gators e stai pensando di accettare una borsa di studio da Tennessee? Niente di piu’ sbagliato, sei figlio di un Gator e per nessuna ragione al mondo potrai mettere piede nel campus dei rivali di sempre.

Il legame tra studente e la sua alma mater è qualcosa di viscerale, quasi mistico ed è uno degli aspetti più belli e romantici del college football, contribuendo a renderlo così unico e riconoscibile, per molti un passo avanti all’NFL in termini di atmosfera, coinvolgimento e spettacolarità dentro e fuori dal campo. In un certo qual modo noi italiani, che del campanilismo siamo maestri, penso che riusciremmo a calarci perfettamente nella realtà dello sport universitario americano, che per certi versi si avvicina alla nostra cultura sportiva fatta di rivalità cittadine e regionali vecchie di secoli, sfottò, scaramanzia e una buona dose di esagerazione, ragion per cui ho deciso di accompagnarvi in questo viaggio che spero possa farvi avvicinare ed appassionare a questo mondo rumoroso e anche un po’ “ignorante” (nel senso buono del termine) ma tremendamente carico di pathos e fascino.

Ne vedremo delle belle.

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