Ten Points Lead #6

by Andrea Mirenda
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Benvenuti a Ten Points Lead, l’unica rubrica in attesa del vaccino.

  1. Warriors a riposo, in attesa della sfida più importante della stagione. Oltre al recupero fisico, fondamentale l’assenza della pizza di Dominos.

  2.  I Seamen sono così forti che, se subiscono 30 punti, la cosa fa notizia. Oltremodo superiore a qualsiasi avversaria (italica), anche quando non è davanti mette comunque paura ai Panthers. Il campionato lo ha vinto a Gennaio e ve l’avevo detto: fidatevi di Mirenda, ragazzi. Non sbaglia mai, e se sbaglia (ultimo posto dei Ducks) è per il vostro bene.

  3. Sono ormai 3 partite di file che, come il divino, il più piccolo dei fratelli Fiammenghi distrugge le velleità avversarie nei ritorni di kickoff. E’ il messia, colui che ci porta la salvezza e al tempo stesso è l’immagine della nostra vita: proprio nelle situazioni in cui qualcosa dentro di noi viene reciso (o bucato da Sharsh), dalla radice può spuntare qualcosa di nuovo.
    Per questo è di fondamentale importanza lasciare le radici nel terreno e proteggerle. In esse si cela la promessa che anche in noi possa sempre germogliare qualcosa di nuovo. E chiudere le partite sul nascere. Sia dunque lode.
    3bis) Il ricambio generazionale dei ricevitori Seamen mi lascia sempre basito. Flores è un fenomeno e allo stesso tempo una pessima notizia per gli altri. Poi finalmente uno con l’81 che segna. Praticamente mai visto.

  4. Rhinos Sharsh-dipendenti (impressionante, devastante e tanti altri aggettivi con ante), ma difensivamente quasi nulla. La linea non è in grado di mettere pressione, troppo impaurita di sbagliare tanto da immobilizzarsi. Siamo a 120 punti in due partite. Così facendo si finisce in fondo.

  5. Incredible la capacità che hanno i Guelfi di smarrirsi dentro se stessi. Non fai in tempo a definirli “maturi” che subito inciampa in un rovescio imprevedibile. E che rovescio: giubilati dai Ducks in totale emergenza difensiva, avversaria diretta per i playoff e alla quasi ultima chance. Le milizie di Redfield si sono viste a sprazzi e poteva anche bastare, non fosse che la difesa sembrava Valentina Nappi e o avete capito o state mentendo.

  6. Lo si dica, l’attacco Ducks è scomodo per tutti. Vilipeso per le prime partite, anche dal sottoscritto, ma con i protagonisti principali assenti, ora ha messo intorno ad Hazel e Casey Rinaldi (fenomeno), Biancalana (finalmente), Pozzebon (Luca Laurenti). E in un amen, dall’ultimo posto a terzi. Applausi.

  7. Sono finalmente tornati i Dolphins di un tempo. Perdenti sul campo, succubi di Belvederesi sui social. Era fallo, era espulsione. Eddaje.

  8. Lo dichiaro qua. Chi finirà terzo dopo la fase ad orologio non andrà ai playoff.
  9. Panthers belli e convincenti. C’è poco da dire, sono i veri contender anche perchè Hennessey sta mostrando una nuova solidità. E questo può solo far sperare sia per il campionato, sia per la nazionale. La triade Zahradka, Rescigno e Hennessey è una vera manna per il Blue Team e quanto sarebbe bello far piangere un po’ i francesi grazie a loro. Che bel sogno.
    9 bis) In quel tempo, Alinovi prese il pallone (e una gran botta), spezzo i guanti, li diede ai suoi discepoli e disse: “Io esisto. E poichè IO esisto, gli atei vivono intimamente nel torto.
    9tris) Non c’entra niente, ma Rescigno è uguale ad Alessio Romagnoli, anche lui bazzicante nel milanese. Nota di colore. Forza Milan.

  10. Giovanni Ganci è bravissimo. Pure troppo. Sabato è andato in depressione perchè non si ricordava bene quanti TD avesse lanciato Luke Zahradka (vi prego basta chiamarlo Lo Zar) nel 2019. Ganci è un enciclopedico che rasenta quasi il nerd. Secondo me parla sempre di football. Ma proprio sempre. Me lo immagino, a cena con Uma Thurman, mentre lei gli prende la mano e lo guarda con aria lasciva. E lui, abbassando la testa: “Sai, questo tuo gesto mi ricorda quando Vergani, alle semifinali contro i marinai nel 2015, fece due pancake uno dopo l’altro”.
    E a quel punto la Thurman, continuando a sorridere, sguaina la spada di Hattori Hanzo.
    E fa una strage.

 

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