Locker Room: Michele Degrassi

by Piero Cabianca
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Michele Degrassi, triestino, una lunga esperienza prima come giocatore e poi come allenatore sia di football tackle che flag football, fa parte anche dello staff della nazionale U19 di tackle football. Durante l’ultima stagione ha ricoperto il ruolo di OC degli Skorpions Varese. Lo abbiamo incontrato alla fine della stagione di IFL.

Caro Michele intanto grazie è un piacere sentirti. L’anno scorso quando abbiamo saputo che saresti andato agli Skorpions Varese siamo rimasti entusiasti. Varese sono diversi anni che ha destato nuovamente l’interesse degli appassionati, prima per i risultati in seconda divisione, poi per il grande lavoro nel settore giovanile. La vittoria al Silverbowl era stata accolta con piacere da molti. Anche se la partecipazione alla prima divisione lasciava un po’ di  preoccupazione visto i risultati di altre neofite. Alcuni che non ti conoscevano hanno avuto il piacere di sentirti commentare proprio gli Skorpions in diretta ai play off 2022, dove hai ottimamente figurato. Poi la decisione di diventare Offensive Coordinator con loro. Per chi ancora non ti conosce personalmente vuoi raccontare un po’ di te e delle tue esperienza da giocatore ed allenatore sia tackle che flag?
Negli scorsi giorni ho realizzato che io primo incarico da HC lo ebbi nel 1990, con gli allora Leoni Palmanova, squadra con la quale sono cresciuto come atleta: è quindi sono passati più di 30 anni…
Poi la mia vita professionale mi imposte 10 anni di stop prima di riprendere nel 2001, senza più smettere. Come giocatore, vista l’età mi dedicai al flag (un secondo posto agli europei di Helsinki nel 2005) ma venni anche subito coinvolto nel coaching (HC sia della senior maschile sia di quella femminile in un periodo tra il 2005 e il 2017). Contemporaneamente, nel mondo tackle, ho fatto l’HC/OC di Draghi Udine, Mustangs Trieste, Muli Trieste e poi Sentinels Isonzo con i quali vincemmo il campionato CIF9) nel 2017.

Degrassi

Come sei venuto in contatto con Varese?
L’ ultimo incarico è stata la chiamata da parte di Giorgio Longhi nel coaching staff della nazionale under 19 e li ho cominciato a fraternizzare con i colleghi (veramente un gran gruppo) e in particolare con Giorgio Nardi: è nata là.

Andare ad allenare a 450 km da casa, cosa ha comportato,  come ti sei organizzato?
In effetti sono tanti km e quindi ho scelto di trasferirmi per la stagione. Stavo in regione da me un paio di giorni alla settimana e per il resto ho sfruttato al massimo lo smart working.

Comunque una scelta complessa…
Si vero, ma l’occasione di lavorare con Nick Holt (che per me rimane il coach americano con il CV più importante mai venuto in Italia, uno che per capirsi ha allenato gente come Troy Polamalu o Reggie Bush) era imperdibile. Essere presente durante la settimana, studiare con lui video e soluzioni, ha reso l’incarico di Offensive Coordinator veramente interessante.

Cosa ha portato Holt nel tuo modo di vedere ed organizzare un’allenamento e una partita?
Ovviamente un sacco di cose (sia tecniche che organizzative) ma se dovessimo concentrarmi su una cosa direi l’energia con la quale affronta ogni singolo task.

Rispetto alla seconda divisione che lavoro avete fatto sul roster per avere a disposizione tutto il personale di cui avevate bisogno?
In IFL cambia tutto. Serve talento, velocità e gioventù. Il ricevitore buono ma un po’ lento finisce fuori mercato. La OL tecnica ma undesized viene schiacciata e qui il merito della qualità del roster è della dirigenza Skorpions che già a Luglio, ha cominciato a muoversi. Il gruppo giovane era molto forte ma l’inserimento di alcuni veterani chiave è stato molto importante.

E Adesso?
Adesso riparte la nazionale Junior, a Settembre abbiamo il difficile match contro la Germania.

E la prossima stagione?
Tutto da vedere. Luglio, come dico sempre, è il mese del telefono, si ascoltano chiamate, si valutano progetti e offerte e si prendono decisioni.

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