Ten Points Lead 2024 #3

by Andrea Mirenda
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Benvenuti a Ten Points Lead,  l’unica rubrica censurata preventivamente.

  1. Si dice che quando gli argomenti latitano, ci si concentra su questioni futili. Così tutti si sono focalizzati sui campi orrendi o comunicati all’ultimo, senza considerare il perchè del problema.

    1bis) Non è la sede corretta, non sono la persona giusta per parlarne, ma prendersela con le squadre è guardare il dito per non vedere la luna. Che la Lunetta sia la schifezza che abbiamo visto lo sanno tutti da anni. Che la manutenzione dei campi non sia un problema sentito in federazione lo sanno tutti. E se non si preoccupano loro, che il nostro sport devono proporlo e venderlo, perchè dovremmo preoccuparci noi?

    Il campo della Lunetta Gamberini sabato scorso

  2. Ma poi sto campo ci ha fatto vedere il 7-0 Skorpions sui Guelfi, e mancano ancora 9 mesi e 20 giorni a Natale.


  3. Dalmasso ormai è una realtà. Nonostante un buon inizio biancoblu, che lo ha preso almeno un paio di volte, il ragazzo ormai non ha paura di nulla.

    3bis) In quel tempo, Dalmasso prese il pallone, spezzò i TD pass, li diede ai suoi discepoli per poi dire: “Io esisto. E poiché Io esisto, gli atei vivono intimamente nel torto”.

    3tris) Un legionario, nella vastità dei secoli, incarna l’essenza della dedizione e del coraggio, mosso da un ideale che trascende la mera esistenza individuale, come una stella che guida la sua anima attraverso le tempeste della vita.
    Similmente, Dalmasso è colui che, nel teatro dell’esistenza umana, sceglie di danzare con i venti avversi, anziché cercare rifugio nell’ombra del timore.
    Entrambi, legionario e Dalmasso, sono filosofi dell’azione, per i quali il coraggio non è semplicemente l’assenza di paura, ma piuttosto la saggezza di conoscere per cosa vale la pena di lottare, e la forza di volontà per perseguire quella causa nonostante le avversità.

    3quater) Il legionario, dunque, come Dalmasso, si erge a simbolo di quel fuoco interiore che brucia nel cuore di coloro che osano guardare oltre l’orizzonte del conosciuto, accettando il destino con un abbraccio stoico, sapendo che ogni passo verso il campo di battaglia della vita è un passo verso l’immortalità dell’essere, nel ricordo di ciò che si è combattuto per diventare. Così, in un eco che attraversa le epoche, la similitudine tra il legionario e Dalmasso si rivela nella loro comune ricerca di un significato più profondo, una battaglia che va oltre la vittoria o la sconfitta, ma che si radica nel puro atto del combattere per ciò che si ritiene giusto, nobilitando l’esistenza attraverso il coraggio di vivere.


  4. Per i Warriors, Warren non ci ha manco provato, ne è una prova il confronto impari con Junior (che vincerà la classifica dei placcaggi per il secondo anno consecutivo) al quale non si può non augurare di trovare soddisfazioni footballistiche in altri lidi molto presto.

  5. Ashley Brooks non ha lanciato. Per 4 quarti si è liberato della palla

  6. Detto questo, voglio sia chiaro il mio assoluto rispetto per tutti i ragazzi scesi in campo pieni di giusto orgoglio e meritato valore. Io, con tutta probabilità, non avrei avuto le palle di affrontare una stagione del genere, per impostazione, visione a lungo termine e preparazione. E per questo, seppure non vi conosca, spero veramente riusciate a togliervi soddisfazioni.
    Se non ora, presto.

  7. I Dolphins ricominciano da dove hanno lasciato, solo non era per nulla scontato ai miei occhi. Qualche pedina l’hanno persa, ma se questo fosse mai stato un problema non sarebbero dove sono ora. Sia dunque lode.

  8. Se Buby meritava grandi elogi per quel che sta facendo quest’anno, dopo sabato ne merita ancora di più. Frogs squadra grintosa, convinta dei propri mezzi, che ha giocato quasi alla pari con una squadra molto più forte di lei.
    Persona seria, onesta, divertente. Genuina. Preparata. Sei un grande, vez. Fiero di te.

  9. Finalmente tornano i Campioni d’Italia, teoricamente migliorati proprio nei punti maggiormente “critici” dello scorso anno.
    Non si vedono, non si sentono.
    Il che non sarebbe un problema, se non fossero l’antitesi dei rinoceronti neroarancio, tornati garruli nonostante la ciattagliata faccia ancora male.
    Sarà un big match, come tutti ormai.

  10. I Lions avevano un compito fondamentale. Avrebbero dovuto provarci, impegnarsi, spronarsi per evitare l’exploit dei due team più antipatici della seconda divisione.
    E invece abdica, ad inizio anno, come un Napoli di Mazzarri qualunque.
    Amici, c’è solo una cosa da fare: andare tutti affanculo.
    Agili.
    Offro io.

Alla prossima settimana!

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