Ten Points Lead #7

by Andrea Mirenda
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Benvenuti a Ten Points Lead, l’unica rubrica che si rifiuta di partecipare ai programmi di football americano principalmente perchè non lo invitano.

  1. In questo matto campionato, parrebbe strano che la lotta per il quarto posto alla penultima giornata si giochi tra i due attacchi più asfittici. E l’hanno spuntata i Warriors, pur non segnando manco con la matita, gli uomini di coach Solmi hanno aggiustato le cose in difesa e malmenato l’assente OL dorica. E sui social è partita la festa scudetto.
    1bis) Zanetti segna sempre e segna a tutti. E’ lui l’arma (unica?) dell’attacco biancoblù. Sia dunque lode, e presentati ai raduni babbo di l’ova.
  2. Non basta l’assenza di Quattrone a giustificare il tracollo Dolphins. La squadra è sembrata spenta e il fuoco della paglia è andato a donne di facili costumi. Per quest’anno è troppo tardi e, come diceva il compianto Battiato:
    “Più diventa tutto inutile
    e più credi che sia vero
    E il giorno della Fine
    non ti servirà l’Inglese.”
  3. A proposito, tranne i Ducks dei quali reale valore stiamo vedendo solo ora, vi invito a chiedervi che cosa abbiano in comune le ultime 3 del nostro campionato. Buon lavoro.
  4. Parlare dei Rhinos è difficile. La loro stagione, nata all’insegna della vittoria sui garruli Warriors, è morta con la sconfitta in extremis con i Ducks. Tutto sarà martirio inesausto. Scrissi ad inizio anno che ha una rosa da sesto posto e lì arriverà: no, probabilmente arriverà più giù. Alla prima difficoltà la difesa non tiene, la linea difensiva si è trasformata nel nulla mischiato con niente e Sharsh è diventato umano. Nella fase ad orologio, i Panthers dissemineranno di sangue neroarancio il selciato. Staccate la spina.
  5. A proposito di pantere, i parmensi mi ingrifano ma allo stesso tempo mi spaventano. Non riesco a capacitarmi del fatto che non dominino in maniera plateale, che non abbiano fatto scempio di carne di anatra. So che mi tradirete in fondo. Siete come quella ragazza a cui avete la tentazione di sbirciare costantemente il telefono. E come Giuda Iscariota, vi vedo abbassare lo sguardo in segno di colpa.
  6. Jep Gambardella della Grande Bellezza era il re del niente, l’unico però con il cervello acceso per capire la verità: “Finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c’è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L’emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla. Bla. Altrove, c’è l’altrove. Io non mi occupo dell’altrove. Dunque, che questo romanzo abbia inizio. In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco.” Ditemi se non riassume perfettamente la prestazione dei Seamen con i Raiders.
  7. Però ci sono delle note positive, siamo a mezza Oline, tutta la secondaria, l’intero reparto RB e un paio di LB dal giocarcela. Colonizzando oggi qualche isola, tra un 20-25 anni dovremmo essere pronti.
  8. Voglio riprendere uno dei temi più abusati in questo 2021. Chi, come me, ha avuto la fortuna di vivere più di uno spogliatoio ha potuto conoscere vari personaggi. Oltre ai più folkloristici, tanti mi hanno colpito nel profondo. C’è chi si è salvato dalla droga, chi è sopravvissuto alla perdita dei genitori, chi ha affrontato il dolore e la fatica di un’immigrazione clandestina. E sarebbe il momento che qualcuno ne parlasse.Il trend dei canali federali pare, purtroppo, seguire l’attualità dimenticandosi di se stesso. Della propria identità. Un esempio pratico?Il football è tra gli sport più inclusivi che abbia visto. Le ragazze hanno sempre trovato volontari per giocare, campi, maglie, proprio come gli uomini. Dieci anni fa ricordo di una ragazza in campo con i pari età maschi (Udine se non sbaglio). Ho partecipato all’ultima finale femminile, al Vigorelli. Tante persone nonostante un freddo bestiale. Per non parlare del flag.Nell’Italia del football non manca inclusione, manca diffusione.Una volta che facciamo bene qualcosa, diciamolo. Non è possibile che i contenuti di un italiano che raggiunge la NFL non siano curati. Non è possibile che non si raccontino le storie vere, di persone normali, al posto dei protagonismi dei soliti noti.Così si avvicinano le persone. Io non sono nessuno, ma se qualcuno mi chiede cosa sia il football per me, io rispondo: “mi ha salvato la vita”. E sono certo che questo attiri molto di più di una campagna politically correct scopiazzata da altre cento in giro per il web.E di storie tremila volte più interessanti, importanti e istruttive della mia ce ne sono a tonnellate. In attesa che qualcuno le prenda e cominci a raccontarle.
  9. Ho scritto il punto 8 con paura. E proprio per questo ritengo importante che esca così com’è.
  10. Concludo facendo i complimenti agli Skorpions Varese per la vittoria del campionato di A2 e il prossimo debutto nel football dei grandi(?).

Alla prossima settimana!

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