UN TEAM ITALIANO IN ELF? VEDIAMO CHE COSA SERVE

by Simone Paschetto
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Circa un anno fa prendeva forma in modo sostanzioso il progetto della European League of Football.

Un progetto che si presentava come incredibilmente ambizioso: creare una lega professionistica di football in Europa, impresa già tentata e fallita diverse volte, anche dalla NFL.

E proprio da quella NFL Europe la nuova lega ha recuperato alcuni dei nickname delle squadre, mostrando subito un’attitudine molto interessante e dei contatti potenzialmente promettenti.

Tra lo scetticismo e un po’ di, finta, indifferenza la nuova lega si presentava con una scommessa molto ambiziosa, creare, in piena pandemia, un prodotto commerciale a base di football americano, per il mercato europeo, puntando decisamente sull’emissione a pagamento delle partite.



Oggettivamente, gli elementi per mettere una mano sulla spalla e mandare a quel paese Zelijko Karaijca e Patrick Esume, rispettivamente CEO e Commissioner di ELF, c’erano tutti.



Zelijko Karaijca e Patrick Esume

Zelijko Karaijca e Patrick Esume

E invece un anno dopo, archiviata la stagione inaugurale, ELF si è dimostrata, per ora, una scommessa vinta.
 Niente di sconvolgente, ma un campionato molto godibile, di buon livello e combattuto, un’organizzazione pari a quella della GFL tedesca, punto di riferimento per il football europeo, numeri in crescita e interesse crescente del pubblico.

Quest’anno la lega passerà da 8 a 12 squadre, riuscendo ad attrarre eccellenze continentali come Innsbruck e Vienna.


I Vienna Vikings neo franchigia ELF

I Vienna Vikings neo franchigia ELF


Sappiamo che i piani della ELF sono almeno a 5 anni e prevedono ulteriori ampliamenti. 

Anche in Italia, dopo un inizio sommesso, ELF ha attirato l’interesse dei tifosi, che hanno iniziato a sognare un team italiano.



Ma in Italia, saremmo in grado di ospitare uno o magari più team di ELF?

E’ quello che volevamo capire. Abbiamo raccolto qualche informazione da fonti interne alla lega ed abbiamo ragionato.



Ovviamente si tratta di ipotesi basate su numeri, ma anche su sensazioni, non abbiamo infatti indicatori statistici o socio-economici validi e approfonditi su cui basare parte del ragionamento.



Partiamo dalla considerazione che fino a quando FIDAF e ELF non si incontreranno per riconoscersi, e dovrebbe accadere presto, tutto ciò sarebbe praticamente impossibile. La società, i giocatori e i tecnici che volessero lanciarsi nell’impresa, potrebbero incorrere in squalifiche o radiazioni, come accadde ai Lions Bergamo nel 1995, quando tentarono l’impresa della Football League of Europe.



Che cosa serve per partecipare alla lega, quali requisiti economici, sportivi e organizzativi sono richiesti?



Iniziamo col dire che, contrariamente alle voci circolate a proposito, la partecipazione alla lega non comporta quote di ingresso o depositi cauzionali, ma è possibile che in un futuro prossimo venga istituita una fee per aderire al progetto.


La ELF 2022

La ELF 2022


Se voleste partecipare, dovreste presentare un Business Plan molto dettagliato, dal quale si possa evincere con chiarezza e senza ombra di dubbio, che il vostro progetto entra in ELF per restare.

Non c’è una clausola che indichi il minimo di stagioni per cui vi impegnate (del resto ELF stessa potrebbe fallire dopo tre stagioni se le cose non procedessero bene NDR), ma se volete provare a vedere come va o cercare di fare il botto subito e poi salutare, non fa per voi.

Qualsiasi considerazione relativa alla struttura che dovrete creare e al budget che dovrà sostenerla, non potrà prescindere dal considerare un impegno almeno triennale, per iniziare, ma certamente teso a durare il più possibile.



Ok, ora che avete messo in contro di dedicare i prossimi cinque anni della vostra vita a fare il Proprietario di una franchigia professionistica di football, potete dedicarvi a cercare soldi e struttura, oltre che tutto il resto: coach, giocatori, staff.



Diversi sono i requisiti che dovrà soddisfare il vostro team. Innanzitutto la città. Il football europeo spesso gioca in realtà di provincia, ma la ELF sembra prediligere le grandi città. Magari in futuro ELF ospiterà gli Schwabish Hall Unicorns (tutte le leghe hanno i loro Green Bay Packers), ma ecco, se volete portare gli Snowcats Belluno, i Blacksmiths Cernusco o i Caribdes Messina in Europa, mmhhh…lasciate stare.

Schwabisch Hall Unicorns, piccola città grande team

Schwabisch Hall Unicorns (GFL), piccola città ma grande team


Grandi città per motivi di appeal, ma anche altri fattori, in particolare due: stadio e aeroporto.

Per partecipare in ELF è richiesto uno stadio di capienza media diciamo tra i cinque e i diecimila posti, senza pista di atletica e con un campo che possa essere tracciato completamente per il football, con porte a Y.

Ovviamente c’è elasticità sulla cosa, abbiamo visto stadi con pista di atletica (Colonia), alcuni esageratamente grandi (Friedrich Ludwig Jahn Sportpark di Berlino), altri un po’ vecchi (Lipsia) o con porte ad H (Amburgo). 
In Italia, per capirci, lo stadio ideale sarebbe l’impianto di Parma, che ospitò l’Italian Bowl 2018, o anche il Vigorelli, ma già stadi come quello di Bolzano o il Guelfi Sport Center non sarebbero adeguati.

Quanto agli aeroporti, non basta averne uno come Albenga o Cuneo, devono essere anche ben collegati con il resto d’Europa. In questo la nostra geografia aiuta, da Torino a Venezia, ogni città è sufficientemente vicina ad un aeroporto internazionale, del resto nemmeno i Barcelona Dragons sono propriamente a Barcellona e vicinissimi al Prat.



La franchigia dei Barcellona Dragons

La franchigia dei Barcellona Dragons


Parlando di aerei, parliamo di trasferte. Questo potrebbe sembrare uno degli scogli economici più impegnativi, in realtà, almeno per queste stagioni iniziali, la Lega vi aiuterà economicamente in questo aspetto, se quindi la cosa vi preoccupava, affrettatevi a cogliere l’occasione, in cambio la Lega vi chiederà una percentuale sul vostro merchandising.



Quanto al budget, ricordatevi che siete una franchigia Pro. Questo comporta un certo onere. 
Tecnici e giocatori sono pagati. E se non volete sfigurare il vostro coaching staff dovrà essere di alto livello, non ve la caverete con dei buoni pasto. 

Lo stesso discorso per gli import americani, ne potete schierare cinque, anche qui, non potrete tirare troppo sul prezzo e i benefit, altrimenti farete la fine dei Galaxy, al centro di una polemica per le condizioni fatiscenti degli alloggi per i giocatori americani.


Frankfurt Galaxi campioni ELF in carica


A roster, oltre ai 5 import di livello, potrete schierare anche quindici giocatori europei, che magari potrete pagare un po’ meno degli americani, ma che avranno bisogno anche loro di casa, internet, palestra, pasti e spostamenti. Il resto della squadra è composta da “home players”, cioè della nazionalità del team. Se volete essere competitivi, dovrete attrarre il meglio che il vostro football ha da offrire, organizzando camp, selezionando e… sistemando chi non risiede nella vs. città.


Difficile fare dei calcoli precisi, ci affidiamo a una delle nostre fonti che ci ha detto: “Non c’è un minimo di budget richiesto, ma ci sono delle condizioni da soddisfare, in termini di organizzazione delle partite, strutture, management del club, ospitalità, immagine… ogni team ha discrezione su come muoversi, reperire risorse, impostare il lavoro, ci sono differenze tra i vari team, ma posso dirti che con meno di mezzo milione (a stagione) non ci fai nulla, anzi, se vuoi essere un minimo competitivo, è meglio avvicinarsi al milione”.

Prendiamo per buona la cifra più bassa, 500.000 € a stagione, ma moltiplichiamola per un minimo di tre stagioni e aggiungiamoci che, magari, Fidaf vi chiede di non abbandonare i campionati italiani e allora mettiamoci altri 100.000 € a stagione, stando molto bassi.

Risultato finale, circa due milioni di euro.

Tanto? Poco?

Dipende da come saprete farli fruttare, magari puntate ad avere un pubblico numeroso o il vostro merchandising andrà a ruba, ma è difficile ipotizzare di andare in pari nei primi tre anni, è, in questo, la stessa EFL a “dettare la linea”, nel senso che la stessa Lega, non immagina un rientro economico nel breve termine.



Avete soldi, stadio, aeroporto, interesse, coach, staff e giocatori?

Ok, Owners, non resta che decidere come chiamare il team.

Avete ampia scelta, ma alcuni limiti. Il nick potrà essere inventato ex-novo, tipo Leipzig Kings, essere lo stesso di una società già esistente, come Vienna o Wroclav o potreste riprenderne uno della vecchia WLAF/NFLE.

L’importante è che sia in inglese (niente Guelfi) e non sia uguale a uno già presente (niente Panthers), Seamen, ad esempio, andrebbe bene. 
Se invece voleste prenderne uno della ex-WLAF/NFLE, è molto probabile che quelli europei vengano assegnati solo alle città che già li ospitavano (Amsterdam Admirals, London Monarchs e Scottish Claymores), ne rimangono disponibili solo 4. Scartando i nick di Ohio Glory e Raleigh-Durham Skyhawks, sfortunati e meno spendibili, rimangono disponibili quelli di Montreal Machine e New York/New Jersey Knights.

Cachi dei team WLAF / NFLE

Cachi dei team WLAF / NFLE



Per colori e storia cittadina, vedrei bene i Turin Machine, con casco granata, altrimenti non sarebbero male i Bologna Knights, simili anche per logo e colori ai Knights Persiceto di Belinelli… sai mai, potrebbe essere una buona idea.

Il casco dei Montrel Machine

 

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