The Molly Maguires (I Cospiratori)

by Piero Cabianca
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Nel hard disk del mio sistema televisivo a pagamento, fin quando resisto a pagare per vedere e riverdere sempre le stesse cose ad un prezzo ormai ridicolo, resiste da diversi anni un film poco conosciuto. Se, per un motivo o un’altro qualcuno di voi non l’avesse mai visto, consiglio la visione di questo film americano dai risvolti politici inusuali, per i classici temi d’oltre oceano. Se poi si vogliono approfondire alcuni temi si può perdere anche del bel tempo. Fattostà che inaspettatamente in questo film compare anche l’antesignano del nostro sport, il che ci da modo di fare un escursus sui temi della nascita dello sport e sul suo significato sociale. The Molly Maguires (I Cospiratori) , del 1970. Da un romanzo di Arthur H. Lewis. Protagonisti un fantastico Sean Connery e un meraviglioso Richard Harris. La storia prende le mosse da una società segreta ottocentesca improntata sull’estremismo sindacale fin verso il terrorismo. Nel 1876 operai irlandesi delle miniere di carbone della Pennsylvania che vivevano in condizioni intollerabili ed inumane imposte dalle Società minerarie, decidono di sabotare, punire ed uccidere chi dirigeva le miniere e le forze dell’ordine che li fiancheggiava. Dei veri “Carbonari”.

Immagini del film

Ma a noi non è questo che interessa a noi, quello che interessa è che per difendere il proprio onore e quello della propria comunità, oltre all’onorabilità del proprietario delle miniere di carbone, gli operai usavano scontrarsi tra opposte società minerarie in un gioco antesignano di quello che poi sarà il nostro football americano. Il gioco che si vede praticare con mani e piedi, sfondando ed abbattendo fisicamente gli avversari, è un tipo di gioco che ha origine da un suo antenato giocato nel Medioevo, probabilmente di origini romane e prima greche, consisteva nel cacciare per colpire una palla e portarla oltre una certa linea o all’interno di una certa porta. Questo gioco medievale detto Soule in Francia, si giocava con una palla di cuoio o vescica di maiale, riempita di crusca, fieno, muschio o crine di cavallo; si poteva colpire la palla con mani, piedi o bastoni.

Il Soule francese

Solitamente si giocava tra paesi confinanti o parrocchie, e spesso la linea di campo centrale era costituita dal confine fra le due comunità mentre le porte dove segnare potevano essere costituite dalle porte della città stessa, o dei paesi, o dalle porte delle rispettive chiese. Non c’era un numero limite di giocatori e spesso nemmeno di tempo, infatti poteva durare giorni e giorni ed il campo da gioco era costituito dai terreni con boschi, prati, fossi, campi e tutto ciò che c’era tra le rispettive porte. Da questo sport francese derivò, quasi identico, il Mob football , chiamato anche Folk football, letteralmente “calcio della folla” o “del popolo”, disputato per secoli. Era un gioco molto violento: infortuni gravi e decessi erano la normalità e per questo motivo osteggiato dalle autorità che ne vietarono più volte lo svolgimento.

Il moob football

Nonostante questo, spesso questi divieti venivano disattesi dalla gente, che giocava per poi venir imprigionata. Infine essendo gli stessi regnanti appassionati di questa disciplina in varie località concessero delle deroghe durante il periodo di carnevale dove tutte le regole sociali e religiose venivano attenuate. Ancora oggi ad Ashbourne nella contea del Derbyshire, si gioca una partita di calcio, lunga due giorni, che coinvolge tutto il paese, dal nome Royal Shrovetide Football. In realtà non c’è quasi niente del calcio, se non il nome. Le porte sono distanti 5 chilometri e le squadre sono divise da un fiume. La partita viene disputata nei giorni di martedì grasso e mercoledì delle ceneri dalle 14 alle 22. Se un gol viene segnato prima delle 17:30 una nuova palla viene messa in gioco, se viene segnato dopo, la partita si interrompe e si va tutti a bere. La palla da gioco è più grande e pesante di un pallone da calcio, più simile ad una palla medica, bagnata può arrivare a pesare 10 chili, ed è cucita con tre pezzi di pelle di mucca, riempita di sughero per galleggiare meglio.

lo Royal Shrovetide Football

Solitamente viene decorata con dipinti a mano che richiamano il turner-up di quell’edizione, ovvero la persona scelta per dare inizio alla partita. Questa può essere calciata, trasportata con le mani, lanciata, ma spesso tutto si riduce ad una gigantesca mischia a cui le due fazioni provano a dare l’indirizzo che preferiscono. Una volta segnato un gol, la palla viene ridipinta con il nome e il design scelto dal marcatore, che può tenerla. Anche il Calcio Fiorentino, veniva giocato a Carnevale. La partita più famosa è sicuramente quella giocata il 17 febbraio 1530, durante l’assedio dei francesi, cui si ispira la moderna rievocazione.

L’odierno calcio fiorentino

Questi giochi erano conosciuti in tutta Europa. Poiché era derivato dall’Episkyros greco e dall’Harpastum romano, si trattava di un gioco violento, un misto fra lotta corpo a corpo, pugilato, rugby e calcio. L’Accademici della Crusca dà questa definizione: «È calcio anche nome di gioco, proprio e antico della città di Firenze, a guisa di battaglia ordinata con una palla a vento, somigliante alla sferomachia, passata dai Greci ai Latini e dai Latini a noi». La “palla a vento” era un pallone di cuoio “gonfio d’aria”. Il campo di gioco era il cosiddetto “sabbione” di piazza Santa Croce, nel quale in un tempo prestabilito si disputava l’incontro. Tra polvere, sudore e sangue gli infortuni erano ricorrenti, una squadra formata da 27 giocatori, detti “calcianti”, doveva cercare di realizzare una marcatura “caccia” è la terminologia corretta, in più dei rivali; se, nel tentativo di segnare, il tiro fosse andato sopra la rete, si assegnava “mezza caccia” all’avversario. Era consentito l’uso di tutte le parti del corpo.

Giovanni Stradano: Gioco del calcio in piazza Santa Maria Novella (1561)

Tra il quindicesimo ed il sedicesimo secolo, un gioco simile al calcio in costume fiorentino si praticava anche a Venezia, senza l’uso delle mani, e Bologna. Una variante era popolare anche a Prato, giocata dal Cinquecento, con il nome di “Palla grossa”. Anche le popolazioni native nel territorio degli Stati Uniti facevano giochi con la palla, simili. Ad un certo punto si volle fare una codifica e dividere i due stili di gioco quello più con il piede è quello più alla mano nacquero così il calcio ed il rugby mentre il football americano si sviluppò successivamente, discendendo ma separandosi dal rugby, quando uno studente di Yale, Walter Camp il “padre del football americano”, elabora nuove regole, fra queste l’introduzione della line of scrimmage ed il conteggio dei down. Verso la fine dell’ottocento altri allenatori di diversi college americani sviluppano ulteriormente il gioco cominciando a sfruttare la nuova regola del passaggio in avanti. Nelle università vengono organizzate partite fra alunni. Dal 1820 Princeton organizza partite tra i suoi studenti di un gioco chiamato “ballown”. Nel 1827 ad Harvard, nasce il “Bloody Monday” , cioè il “Lunedì sanguinoso”, una sfida disputata fra gli studenti del primo anno i “freshman” e i “sophomore” del secondo anno.

I Bloody Monday di Harvard

Mentre il Dartmouth College gioca l’ “Old division football”, cioè la sua versione del gioco, le cui regole vengono pubblicate nel 1871. Tutti questi giochi hanno comunque caratteristiche e modi comuni, anche se nati in Università differenti. Una delle caratteristiche è la violenza e gli infortuni anche gravi, fino alla morte, sono molto comuni, e generano proteste tali da portare le autorità a vietarli. Yale, nel 1860 vieta completamente questa pratica sportiva sotto la pressione dell’amministrazione della città di New Haven; nel 1861 anche Harvard applica il divieto. Ma nelle scuole secondarie di preparazione all’istruzione universitaria , le “prep schools” il Football diventa sempre più famoso. Durante questo periodo si erano diffusi due tipi di football: il primo essenzialmente basato sul calcio o “kicking game”, e l’altro sulle azioni di corsa, “running game” o “carrying game”. L’Oneida Football Club di Boston fondato nel 1862 da alcuni studenti che praticavano questa primitiva disciplina nel Boston Common, un parco pubblico nel centro della città, inventa un ibrido tra questi due tipi di gioco, ed incomincia a giocare una disciplina che prenderà il nome di “Boston game”. Questo club è considerato da alcuni storici come il primo club a giocare ufficialmente a football negli Stati Uniti. Le partite quasi sempre erano giocate fra squadre composte proprio da giocatori dell’Oneida Football Club ma successivamente il “Boston game” diventa sempre più famoso negli stati uniti, ritornando anche ad essere praticato nei college di Yale, Princeton, Rutgers e Brown.

McGill-Harvard rugby/football 14 Maggio 1874

E’ evidente che sia la forma, sia il gioco, abbiano affascinato l’uomo in quanto tale probabilmente da sempre in tutto il mondo, visto che versioni più o meno simili comunque sono state praticate e rimandate fino ai giorni nostri, perciò non si può dire che ci sia proprio un origine del gioco della palla. Certo però c’è un deciso filo conduttore in quelli che sono gli sport praticati nel vecchio continente e poi arrivati fino ai giorni nostri in diverse versioni. Attualmente codificate e diffuse, insieme ad alcune manifestazioni di versioni “storiche” che ci riportano a cosa succedesse in tutta europa almeno nel medioevo. Così oggi parlare di differenze tra i vari sport è un po’ come parlare delle varie confessioni religiose di cui per la maggior parte non sappiamo granchè ma che appassionano noi e miliardi di persone sul nostro pianeta. Ovviamente il film The Molly Maguires ha connotati socialisti ed anarchici, argomento che difficilmente si incontra in film americani. E’ un grande film sull’immigrazione; in modo semplice e conciso parla di cosa significa venire da fuori, essere usato e maltrattato e mai ascoltato. Parla di disperazione, violenza e devastazione morale, parla di giusto e sbagliato, legge ed etica, violenza ed anarchia. Fu un flop: ai botteghini incassando solo il 10% del cospiquo budget di 11 milioni di dollari che era stato speso; però il film ottenne una candidatura all’Oscar per la miglior scenografia ed ancora oggi ci rimanda ad una società molto difficile, che praticava uno sport al limite della sopravvivenza.  

La locandina del film

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