Pazzo, pazzo salary cap

by Giorgio Bianchini
422 views
Reading Time: 5 minutes

La offseason è di fatto iniziata e le scouting combine di Indianapolis stanno tenendo banco sulle emittenti sportive statunitensi.
I primi giocatori un pochino cari o avanti con l’età iniziano ad essere rilasciati dalle varie franchigie, per cercare di sistemare il famoso salary cap in vista della nuova season, oppure liberare più milioni possibili per cercare di accaparrarsi il “free agent” che in quel ruolo potrebbe dare la svolta al roster.
Ma come funziona il salary cap, come bisogna leggere ed interpretare le varie sfaccettature di un contratto ad un player.
Bonus alla firma, dead money, full guarantee, spesso queste parole vengono dai più ignorate, forse perché tante, forse perché di difficile spiegazione.
Per costruire un contratto a doc, vedi l’opera d’arte dei Kansas City Chiefs con il nuovo GOAT, Patrick Mahomes, bisogna tenere a mente diverse variabili.


Prova a spiegarcelo con estrema semplicità, Danilo Fontana, volto e voce dei Tennessee Titans Italia, ideatore e conduttore di vari podcast sulla NFL, tra cui “Bottom line”, “TwoTones blue live show” e da qualche tempo penna esperta della pagina Facebook “Le storie della NFL”.
Esperto di mock draft, college football e NFL, Danilo è la voce più professionale alla quale ci siamo rivolti per capire una volta per tutte come si costruisce un contratto ad un giocatore professionista NFL, e quali punti devono sistematicamente essere presi in considerazione da un general manager che vuole il campione, ma con un occhio non deve sforare il tetto ingaggi.
Con tre domande tre, semplici e dirette, la nostra breve intervista ha inizio con una lunga chiacchierata telefonica in riva al mar ligure, mentre qualche fiocco di neve inizia a scendermi sulle spalle.
Danilo buongiorno e buon freddo anche a te, per piacere rispondi a queste mie domande come solo tu sai fare, su questo pazzo salary cap che tanto condiziona le franchigie della NFL.
Prima domanda:
– Il Salary cap NFL è il miglior modello di equilibrio competitivo e sostenibilità economica per una Lega sportiva?
Innanzitutto occorre precisare che quando si parla di Salary cap NFL non ci si riferisce solamente ad un limite massimo di spesa per gli ingaggi dei giocatori ma ad un complesso di norme volte a mantenere un alto livello di competizione ed allo stesso tempo la sostenibilità economica della Lega. Fissare un limite di spesa massimo senza coordinarlo con strumenti come il salary floor e le regole sui rookie contract non sarebbe sufficiente. Per spiegare meglio il salary floor è il limite minimo di spesa per ingaggi dei giocatori che ogni franchigia deve spendere ed attualmente è fissato nel 89% del cap, strumento necessario per imporre ai proprietari di investire un capitale minimo e tenere il livello di competizione alto. L’altro cardine del sistema sono i rookie contract che sono garantiti e decrescenti per salario in rapporto alla posizione in cui il giocatore è scelto al Draft. Selezionare bene i giocatori al Draft significa non solo avere giocatori giovani di alto livello con contratti molto bassi per i primi quattro anni ma anche la possibilità di sfruttare le risorse maggiori in termini di cap sui veterani già maturi ed incisivi. E’ il complesso di tutti questi elementi che rende questo sistema, se non il migliore, sicuramente uno dei migliori.


– Perfetto Danilo, sempre esaustivo, se ben ricordo nella scorsa offseason ci sono state tante polemiche per il contratto firmato da Deshaun Watson, nonostante per importi sia simile a quello firmato da Patrick Mahomes. Al di là delle valutazioni tecniche sui giocatori, quale è la differenza sostanziale tra i due contratti?
I contratti dei giocatori NFL hanno quattro elementi che li caratterizzano e li differenziano: base salary, bonus, garantito e cap hit. Il base salary è semplicemente il salario base al quale vengono aggiunti i vari bonus (signing bonus, roster bonus, option bonus etc.) se previsti nel contratto, alcuni dei quali (es. signing bonus) ripartiti equamente sulle annualità del contratto a prescindere dal momento in cui vengono percepiti. La somma tra il base salary ed i bonus si chiama cap hit ed la vera voce da tenere in considerazione per calcolare l’impatto annuale del contratto sul cap space. Parte del salario base può essere garantito e, quindi, percepito dal giocatore anche in caso di interruzione anticipata del contratto con conseguente dead cap (la parte del salario garantito percepita ma non maturata dal giocatore) che viene conteggiato contro il cap. Nel caso concreto la differenza è tutta sulla parte garantita del contratto. Watson ha un contratto garantito integralmente alla firma e questo significa che nel caso avverso in cui le sue prestazioni dovessero essere deludenti i Browns si troverebbero comunque costretti a pagargli l’intero contratto oppure a forzare una trade comunque svantaggiosa. Quello di Mahomes, invece, è un contratto di dieci anni garantito solo parzialmente (i primi 3/4 anni) e per il resto fondato su Roster bonus e workout bonus che diventato garantiti solamente dopo il terzo giorno della stagione concedendo ai Chiefs in caso di crollo delle prestazioni del giocatore di uscire dal contratto senza grandi pregiudizi.

Deshaun Watson il giorno della presentazione ai Browns


– Una vera mossa da titani della finanza. Siamo quasi alla fine dell’interrogatorio Danilo e per questo ti chiedo, nei giorni che precedono l’inizio della free agency si sente parlare molto di Unrestricted free agents, Restricted free agents e Exclusive rights free agents, puoi spiegarci in breve di cosa parliamo e rendere tutto più chiaro, soprattutto a chi si affaccia alla offseason per la prima volta e cerca di destreggiarsi tra mille cavilli di importanza estrema?
Gli Unrestricted free agents (UFAs) sono tutti i giocatori in scadenza di contratto che abbiano maturato almeno quattro stagioni di carriera NFL, con la precisazione che per maturare una stagione NFL è necessario essere in roster per almeno sei partite. Gli unrestricted free agent possono firmare con qualunque squadra senza alcuna limitazione. I Restricted free agent (RFAs), invece, sono i giocatori in scadenza che hanno maturato tre stagioni NFL per i quali la squadra di appartenenza che vuole tentare di tenerli ha due opzioni: rinnovarli oppure ricorrere al tender o “qualifying offer”. Il tender è un contratto predeterminato che la squadra può offrire al giocatore che può comunque essere firmato da un’altra squadra che, a secondo del livello di tender offerto, dovrà cedere una pick del Draft di quel livello alla squadra di provenienza. Infine ci sono gli Exclusive rights free agents (ERFAs) che sono i giocatori in scadenza con meno di tre stagioni NFL maturate e non possono negoziare contratti durante il periodo delle negoziazioni con altre franchigie essendo in controllo della squadra che ne detiene i diritti che può offrirgli un contratto annuale al minimo.

I più importanti free agent del 2023

Semplice, chiaro, offseason.
Ringrazio il mio amico e ospite Danilo Fontana col quale sono riuscito anche a fare un veloce ripasso sui tre modelli di free agents.
Adesso è chiaro perché si usa spesso dire che i campionati si iniziano a vincere negli uffici e perché i vari GM li possiamo tranquillamente trovare al mattino seguente in ufficio sul divano, ancora assorti in un sonno ristoratore.
Perché questa pazza offseason è qualcosa di bello, qualcosa che va studiato ed analizzato perché la offseason è lunga e lontana dal nostro amato gridiron, ma ci regalerà, se fatta a regola d’arte, una stagione di puro football giocato spettacolare che durerà si spera, ben oltre il capodanno.

Related Posts